Questo manuale è stato concepito per aiutare gli insegnanti a selezionare le attività più adatte a supportare lo sviluppo delle 10 competenze trasversali individuate nei loro alunni. Nella scelta dell'attività da proporre, è fondamentale che gli insegnanti inizino osservando attentamente i propri studenti per comprenderne il livello attuale di sviluppo cognitivo, emotivo e motorio.
Poiché ogni bambino ha un proprio ritmo di sviluppo e un punto di partenza unico, gli insegnanti devono scegliere attività che corrispondano alle esigenze e alle capacità di ciascun alunno. Un'attenta osservazione – una delle competenze fondamentali di ogni insegnante – è essenziale per prendere queste decisioni. Comprendendo come ogni bambino affronta l'apprendimento, interagisce con gli altri e reagisce alle diverse tipologie di sfide, gli insegnanti possono selezionare attività che offrano il giusto livello di stimolazione e supporto a tutti gli alunni.
Come abbiamo già visto, per facilitare la scelta delle attività più idonee, all'interno delle schede di ogni soft skill è possibile trovare alcuni parametri descrittivi per comprendere come la specifica competenza si evolve nel tempo nella fascia d'età considerata. Abbiamo denominato questi livelli di competenza con la denominazione generica di: Livello 1, Livello 2, Livello 3.
In questa sezione del manuale, invece, desideriamo fornire agli insegnanti un breve riassunto per guidarli nell'osservazione dei loro alunni sui tre principali livelli di sviluppo: cognitivo, emotivo e fisico/motorio. Lungi dal presentare un'analisi esaustiva dello sviluppo psico-affettivo dei bambini, intendiamo piuttosto fornire alcuni elementi teorici e osservazionali tratti da importanti teorie dello sviluppo. Riteniamo inoltre utile integrare le teorie e gli elementi osservazionali con le più recenti scoperte nel campo delle neuroscienze, al fine di acquisire una comprensione ancora migliore dei limiti strutturali e delle potenzialità di ogni stadio di sviluppo. Nei prossimi paragrafi troverete quindi brevi riassunti delle tappe fondamentali dello sviluppo tra i 6 e i 10 anni.
6.1
Sviluppo cognitivo
Tra i 6 e i 10 anni, le capacità cognitive dei bambini si espandono notevolmente, evolvendo verso una maggiore indipendenza, curiosità e ragionamento logico.
Pensiero logico e operazioni concrete (Piaget)
- Prima dei 6 anni (fase preoperatoria, 2-7 anni):
Il pensiero è in gran parte egocentrico e simbolico. I bambini usano i simboli nel gioco ma non riescono a comprendere principi logici come la conservazione della quantità.
- Età 6-10 anni (Operazioni con il calcestruzzo, 7-11 anni):
I bambini iniziano a pensare in modo logico a oggetti ed eventi concreti. Comprendono le semplici relazioni di causa-effetto, sanno classificare e ordinare gli oggetti e afferrano i concetti di reversibilità e conservazione.
- Dopo i 10 anni (interventi chirurgici formali, a partire dai 12 anni circa):
I bambini passano dal pensiero astratto alla formulazione di ipotesi, al ragionamento che va oltre il concreto e allo sviluppo di capacità di pensiero critico più avanzate.
Memoria e apprendimento
- Memoria di lavoro:
Intorno ai 6 anni, i bambini sono in grado di tenere a mente istruzioni sequenziali. A 10 anni, riescono a gestire simultaneamente più informazioni, il che facilita compiti come la risoluzione di problemi matematici a più passaggi.
- Memoria a lungo termine:
A partire dai 6 anni, la memoria diventa più organizzata, consentendo di ricordare eventi e concetti appresi. Entro i 10 anni, i bambini riescono a conservare facilmente le conoscenze scolastiche per settimane o mesi.
- Strategie mnemoniche:
Nella fase iniziale, la ripetizione viene utilizzata per memorizzare le informazioni. Tra i 9 e i 10 anni, i bambini impiegano strategie come le immagini mentali o la categorizzazione per migliorare la memorizzazione.
Controllo dell'attenzione e dell'inibizione
Tra i 6 e i 10 anni, i bambini affinano la capacità di concentrarsi per periodi prolungati, ignorare le distrazioni e inibire le risposte impulsive. Questo favorisce comportamenti orientati agli obiettivi e risultati scolastici soddisfacenti.
Linguaggio e pensiero riflessivo (Vygotsky)
- Vocabolario e concetti astratti:
Il vocabolario si arricchisce rapidamente, includendo termini più tecnici e astratti. Intorno agli 8 anni, i bambini comprendono concetti come empatia e giustizia.
- Sintassi e grammatica:
Tra i 6 e i 10 anni, i bambini padroneggiano strutture grammaticali più complesse, creando frasi e narrazioni più lunghe e coerenti.
- Dal pensiero egocentrico al pensiero riflessivo:
Intorno agli 8-9 anni, i bambini imparano a riconoscere i punti di vista altrui, sviluppando l'empatia. Tra i 9 e i 10 anni, correggono autonomamente gli errori linguistici e si formano un'opinione, favorendo così lo sviluppo del pensiero critico.
Risoluzione dei problemi e autoregolamentazione
- Pianificazione e strategia (6-7 anni):
I bambini iniziano a pianificare le basi, spesso utilizzando approcci per tentativi ed errori.
- Flessibilità cognitiva (7-8 anni):
Si adattano più facilmente alle regole mutevoli o alle situazioni impreviste.
- Analisi del problema (8-9 anni):
Suddividono i compiti in fasi, utilizzano l'aiuto in modo efficace e pensano in modo più sistematico.
- Autoregolazione emotiva (9-10 anni):
I bambini rimangono più calmi di fronte alle difficoltà, prendono in considerazione soluzioni alternative e monitorano autonomamente i propri progressi.
- Perseveranza e resilienza (9-10 anni):
Perseverano più a lungo, comprendono che l'impegno porta al successo e collaborano meglio con i colleghi per risolvere i problemi.
6.2
Sviluppo emotivo
Le competenze socio-emotive maturano notevolmente tra i 6 e i 10 anni, influenzando il modo in cui i bambini comprendono e regolano le emozioni, costruiscono relazioni e interagiscono con gli altri.
Comprendere le emozioni
- Tra i 6 e i 7 anni, i bambini sono in grado di identificare le emozioni di base in se stessi e negli altri.
- Tra gli 8 e i 9 anni, sono in grado di distinguere emozioni più complesse e le ragioni che le sottendono.
- Tra i 9 e i 10 anni, dimostrano empatia, prevedono i sentimenti altrui e adattano il proprio comportamento di conseguenza.
Controllo emotivo e autoregolazione
- All'inizio di questo periodo, i bambini gestiscono le proprie emozioni cercando l'aiuto degli adulti.
- A 8 anni, utilizzano strategie di base (contare, concentrarsi sugli aspetti positivi).
- Tra i 9 e i 10 anni, si preparano emotivamente ad affrontare situazioni difficili e imparano a autoregolarsi in modo più autonomo.
Costruire l'autostima
- Tra i 6 e i 7 anni, i bambini dipendono fortemente dall'approvazione degli adulti.
- Tra gli 8 e i 9 anni, i bambini iniziano a confrontarsi con i coetanei, il che porta a valutazioni di sé più equilibrate.
- Intorno ai 9-10 anni, l'autostima si stabilizza, i bambini definiscono i propri standard personali e migliorano grazie all'impegno.
Ampliare le relazioni sociali
- Le amicizie diventano più significative, basate su valori condivisi come la fiducia e l'onestà.
- All'età di 8 anni, i bambini scelgono gli amici non solo per le attività in comune, ma anche in base all'affidabilità.
- Tra i 9 e i 10 anni, gestiscono i conflitti con maggiore maturità, ascoltano gli altri e danno valore alle relazioni più profonde.
Risoluzione dei conflitti e abilità sociali
- I bambini più piccoli dipendono ancora dagli adulti per risolvere i conflitti.
- Entro le 8, propongono dei compromessi.
- A 9-10 anni, sono in grado di risolvere le controversie in modo autonomo, a volte facendo da mediatori tra coetanei.
Responsabilità sociale
- Inizialmente, i bambini si limitano a seguire regole semplici.
- Tra gli 8 e i 9 anni, iniziano a collaborare in gruppo, assumendosi ruoli specifici per il raggiungimento di obiettivi collettivi.
- Tra i 9 e i 10 anni, comprendono il loro impatto sulla comunità e rispettano le norme sociali più ampie.
consapevolezza sociale di sé
- Dai 6 ai 7 anni, i bambini si accorgono di come gli altri reagiscono a loro.
- All'età di 8 anni, riflettono sul proprio ruolo sociale e si adattano per integrarsi.
- Tra i 9 e i 10 anni, i bambini sono più consapevoli di come gli altri li percepiscono, influenzando il loro comportamento sociale per ottenere accettazione e rispetto.
6.3
Sviluppo fisico
La crescita fisica e il miglioramento delle capacità motorie a quest'età favoriscono lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale.
Fasi principali
- Crescita corporea: Aumento costante di altezza e peso; miglioramento delle proporzioni.
- Abilità motorie fini: maggiore precisione nella scrittura, nel disegno e nell'uso degli strumenti.
- Capacità motorie di base: migliore coordinazione, forza, equilibrio e abilità come correre o saltare.
- Controllo del corpo: maggiore consapevolezza spaziale, che consente la partecipazione ad attività sportive e giochi di squadra.
Impatto su altre aree
- Aspetto emotivo: il successo nelle attività fisiche aumenta l'autostima; l'esercizio fisico aiuta a gestire lo stress.
- Relazionale: gli sport di gruppo incoraggiano la cooperazione, l'empatia e l'integrazione sociale.
- Aspetto cognitivo: le attività che richiedono coordinazione e pianificazione migliorano la memoria, l'attenzione e le capacità di risoluzione dei problemi, rafforzando la connessione mente-corpo.
6.4
Il punto di vista delle neuroscienze
Tra i 6 e i 10 anni, il cervello dei bambini subisce profondi e importanti cambiamenti. Ecco gli elementi fondamentali da tenere a mente per poter progettare attività educative utili allo sviluppo delle competenze trasversali.
Maturazione della corteccia prefrontale
La corteccia prefrontale è una delle ultime aree del cervello a maturare ed è essenziale per le funzioni esecutive come la pianificazione, il controllo emotivo, la regolazione del comportamento e il pensiero strategico. Tra i 6 e i 10 anni, la corteccia prefrontale sviluppa connessioni più forti con altre aree del cervello, consentendo progressi significativi in:
- Pianificazione.
- Controllo degli impulsi e regolazione emotiva.
- Monitoraggio e correzione degli errori.
- Capacità di adattamento flessibile a nuove situazioni (flessibilità cognitiva).
Sviluppo del sistema limbico
Il sistema limbico, che include l'amigdala (coinvolta nell'elaborazione delle emozioni), è molto attivo durante l'infanzia. La regolazione emotiva migliora grazie all'aumento delle connessioni tra la corteccia prefrontale e il sistema limbico.
Effetti osservati tra i 6 e i 10 anni di età:
- Maggiore capacità di identificare e comprendere le proprie emozioni e quelle altrui.
- Progressi nella gestione della frustrazione e dello stress emotivo.
- Capacità di reagire in modo più razionale a situazioni stressanti o conflittuali.
Rafforzamento delle connessioni neuronali
Durante questa fascia d'età, le connessioni neuronali diventano più efficienti grazie alla mielinizzazione e al rafforzamento delle sinapsi utilizzate più frequentemente (un processo noto come potatura sinaptica). Questi cambiamenti promuovono:
- Apprendimento più rapido e approfondito di nuove competenze.
- Lo sviluppo della memoria di lavoro, necessaria per risolvere problemi complessi.
- La capacità di analizzare i problemi in modo sistematico.
Attivazione del sistema parietale
Il sistema parietale, coinvolto nella rappresentazione spaziale e nella risoluzione di problemi logici, collabora sempre più strettamente con la corteccia prefrontale.
Questo supporta
- La capacità di scomporre problemi complessi in fasi gestibili.
- La comprensione delle relazioni numeriche e dei concetti matematici astratti.
Apprendimento mediato dall'esperienza e dalla plasticità cerebrale
Il cervello tra i 6 e i 10 anni è altamente plastico, ovvero in grado di adattarsi a nuove esperienze e ambienti. Le esperienze sociali e scolastiche influenzano direttamente lo sviluppo delle connessioni neurali, consolidando abilità quali:
- La capacità di collaborare in gruppo.
- Gestire le emozioni nelle situazioni di conflitto.
- Sviluppare l'autoefficacia e la resilienza.
Circuiti motivazionali
Il sistema di ricompensa, che coinvolge il circuito della dopamina, è attivo nel rinforzare i comportamenti associati a esperienze positive. Nei bambini tra i 6 e i 10 anni, il feedback positivo (da parte di insegnanti o genitori) e il raggiungimento di piccoli obiettivi attivano questi circuiti, motivandoli ad apprendere e a perseverare.
Flessibilità cognitiva e ruolo dell'ippocampo
L'ippocampo, essenziale per la memoria e l'apprendimento, si sviluppa ulteriormente durante questa fase. Contribuisce alla flessibilità cognitiva, consentendo ai bambini di:
- Modificare le strategie di apprendimento o di risoluzione dei problemi.
- Utilizzare le esperienze passate per risolvere nuovi problemi.
